Vorrei che, come me, foste anche voi affascinati da adot.com . Il sito sviluppa un concept dal messaggio così positivo su cui non potrete non fermarvi a riflettere. In breve la domanda che viene riproposta è "What do you see?" ovvero "cosa vedi?" e vi troverete di fronte ad un puntino ("dot" appunto). Scoprirete,
sfogliando la gallery, che quel puntino nero non esisterebbe senza una tela bianca, senza la luce; e se estendiamo il concetto a tanti puntini neri non ci sarebbe nulla di diverso tra questi se non esistesse uno sfondo bianco a portarli in vita. Vi consiglio di fare un giro anche sulla pagine facebook qui.
sfogliando la gallery, che quel puntino nero non esisterebbe senza una tela bianca, senza la luce; e se estendiamo il concetto a tanti puntini neri non ci sarebbe nulla di diverso tra questi se non esistesse uno sfondo bianco a portarli in vita. Vi consiglio di fare un giro anche sulla pagine facebook qui.
Dal Giappone (Ogilvy&Mather) nasce la campagna di sensibilizzazione sullo scontro tra Russia ed Ucraina. "Words kill wars" ovvero "le parole uccidono le guerre" accompagna quattro ads davvero d'impatto, evidenziando il potere della diplomazia sulla violenza.
L'Ucraina non è rimasta indifferente all'operazione di sensibilizzazione e questa è la sua risposta:
Un appello al Giappone che, oltre ad una campagna pubblicitaria, non avrebbe tanti interessi a mettersi contro un colosso godzilliano quale la Russia. Il "dot" assume i colori della bandiera ucraina, i due personaggi raffigurerebbero da un lato la Russia dall'altro invece la terra degli anime, il Giappone. Una pubblicità ironica che nasconde una grande verità: fantastiche le sensibilizzazioni e i suggerimenti, gli aiuti concreti - ad esempio in termini di prese di posizione o di sanzioni - sono ben altra cosa.

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